Regia/Direction Artisti/Artists

La Storia Vergognosa

Film documentario

Siciliana, di formazione professionale cronista, si dedica da anni al documentario sociale e storico, privilegiando la narrazione della "storia invisibile" dalla parte dei movimenti, dei popoli, delle donne.

Con il documentario precedente, "1893. L'inchiesta", primo appuntamento di una trilogia dedicata alla storia invisibile della Sicilia - secondo appuntamento, la Storia Vergognosa - ha ricostruito per la prima volta sullo schermo cinematografico la vicenda del movimento dei Fasci dei Lavoratori nella Sicilia di fine Ottocento, basandosi sulla straordinaria inchiesta realizzata sul territorio da un giornalista del tempo, Adolfo Rossi, veneto, l'unica testimonianza diretta esistente di una pagina di storia che in Italia si preferisce ignorare. Al contrario, la storiografia internazionale considera i Fasci siciliani dei Lavoratori il più importante movimento sociale del XIX.mo secolo, dopo la Comune di Parigi.

Nella vive in un piccolo borgo sulle pendici dell'Etna, con tre gatte + 1.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Perchè hai deciso di fare un film documentario sulla Grande Emigrazione italiana nelle Americhe primo Novecento ? Molti direbbero che ne sappiamo già tanto...

- Non credo che si sappia tutto sulla Grande Emigrazione italiana nelle Americhe, e non credo neppure che ce ne ricordiamo abbastanza. In Italia, il primo convegno di studi dedicato a questo argomento è stato fatto all'Università La Sapienza di Roma negli Anni Ottanta, quando era ormai era passato quasi un secolo da quegli eventi. Di mezzo c'è anche la mia storia personale, sono figlia di emigranti, mia madre è nata e cresciuta in Sud America. Alla fine degli Anni Venti, tornò in Sicilia con la famiglia per conoscere i luoghi e i parenti rimasti ma, a causa della morte improvvisa del nonno durante il viaggio, finì per restarci per sempre. Quella Sicilia gli era estranea, mia nonna era lucana e neppure capiva il dialetto siciliano. Si rifugiò con le figlie nello spagnolo, la lingua che parlavano ad Asuncion. Per tutta la vita mia nonna, mia madre e le sue sorelle hanno continuato a parlare tra loro solo in castigliano. Usavano anche espressioni guaranì, che col tempo ci divennero familiari. La loro identità era paraguaiana, era lucana, era siciliana. Mia madre non raccontava mai le vicende dell' emigrazione familiare, esprimeva solo il desiderio di tornare a rivedere Asuncion e i parenti rimasti là. Un desiderio che ha esaudito alla bella età di 79 anni quando ha rifatto quel viaggio in mia compagnia.

 

- Perchè hai scelto questo titolo «The Shameful Story - La Storia Vergognosa »?

- Negli scritti di molti emigranti si accenna al « sentimento di vergogna » nei confronti della condizione di emigrante. Come se emigrare fosse una colpa ed una responsabilità personali, mentre sappiamo bene che i milioni di italiani che emigrarono cercavano lavoro e futuroe per sè e per i figli, quel futuro che in Italia gòi era negato. Neanche dall'altra parte dell'oceano fu tutto rose e fiori per loro, trovarono discriminazione e razzismo. L'identità divenne quasi un peso. La cosa interessante è che oggi molti giovani italo-americani, come la nostra protagonista Fiorella, sono alla ricerca di quella identità. Mentre pensavo il film mi è capitato di leggere in rete articoli e interviste che descrivevano la voglia dell’ultima generazione di italo-americani non solo di conoscere i luoghi da dove partirono i loro bi-snonni, ma anche la propria componente identitaria e culturale italiana.

 

- Puoi descriverci sinteticamente il tuo film ?

- E' un film che ha radici nella mia storia personale, ma non è un film su una vicenda individuale di emigrazione, è il ritratto collettivo di una generazione di emigranti. Uomini e donne di fronte alla possibilità del riscatto dalla miseria. E' un film sul lavoro degli italiani e delle italiane all'estero, un tema che in Italia viene solo sfiorato perchè, quando si parla di emigrazione, ci si ferma alla « nostalgia » per la mamma e la terra lontana. Io racconto la fatica del lavoro, ma anche la voglia di farcela, Il coraggio, la capacità di prendere in mano il proprio destino. Furono migliaia gli emigranti italiani che parteciparono democraticamente alle manifestazioni per il diritto al lavoro che negli Stati Uniti dei primi del secolo Novecento hanno insegnato al mondo che significa uguaglianza. L'aspetto secondo me più interessante riguarda le donne emigranti, questo è il primo film che indaga l'emigrazione femminile italiana.

 

- Puoi parlarci della struttura narrativa del film?

- C'è una compagnia di artisti di strada, con la primattrice, la cantastorie, i giocolieri e i mangiafuoco, che sta preparando uno spettacolo, "Quando i migranti eravamo noi," stimolata al diario inedito, di un giovane veneto, aspirante cronista, emigrato da Rovigo a New York a fine Ottocento. Una ragazza italoamericana, in viaggio verso il paese da cui emigrarono i suoi bisnonni, li incontra per caso, li segue, si ritrova immersa in un teatro quasi magico e nella storia che gli artisti ricostruiscono mettendo insieme indizi letterari, fotografie, suoni, e soprattutto frammenti di immagini cinematografiche, il primo cinema sociale del Novecento. L'io soggettivo si moltiplica in mille voci trascinate dai ricordi di due donne, una maestra ed una contadina, emigrate rispettivamente dal Veneto e dalla Sicilia...

 

- Come utilizzerai il repertorio fotografico e video?

- La struttura narrativa lavora proprio sull'equilibrio tra questa messa in scena e i materiali d'archivio. Ho rintracciato un repertorio visivo veramente eccezionale tra Italia, Stati uniti,e America latina, privato e pubblico, e in molti casi inedito. Faranno parte del film anche le foto familiari che molti ci stanno inviando tramite internet.

 

- Che vuoi dirci sullo stile del film?

- Il linguaggio filmico non esiste da sé, esiste solo in ragione del contenuto. Vista la complessità del tema, penso di avere scelto uno stile che rispecchia questa complessità. Il film è di volta in volta onirico e realistico. La sua forza espressiva sta in ciò che possiamo chiamare la tensione della scoperta di ciò che è diventato invisibile, - in questo caso, la Grande Emigrazione e l'emigrazione femminile in particolare -, e del perché lo è diventato. Il tema della scoperta attraversa tutto il film, ed il viaggio dei nostri avi emigranti verso una terra sconosciuta “da scoprire” diventa anche metafora, viaggio simbolico di scoperta dentro esistenze che appartengono a noi tutti. Infine, l'ho pensato come una restituzione di Memoria.

 

- Che posto occupa nel film la tua terra, la Sicilia?

- E' metafora del pregiudizio che può colpire ciascuno di noi, in qualsiasi tempo. Un tema universale, ci riporta al pregiudizio verso i “diversi” presente nelle nostre società, un tema attualissimo. La Sicilia è la metafora. Tuttavia, questo film mi ha dato anche la possibilità di rovesciare molti luoghi comuni legati alla mia terra, primo in assoluto quello che vuole siciliani e siciliane sempre a testa china. Le storie di coraggio e di ribellione alle mafie e allo sfruttamento del lavoro che sono emerse dalla ricerca storica raccontano l'Altra Sicilia, di cui non si parla quando si parla di emigrazione. Si continua a veicolare l'immagine di una terra solo di mafia che ha esportato oltreoceano solo mafia.

 

- Qual è la domanda centrale di The Shameful Story?

- Perchè dimentichiamo ?

 

nella foto in alto,

Nella Condorelli con Enrica Rosso, attrice protagonista de La Storia Vergognosa, sul set del Teatro Coppola, Catania

 

INTERVISTA ALLA REGISTA E AUTRICE NELLA CONDORELLI

 

 

LA STORIA VERGOGNOSA | THE SHAMEFUL STORY

Credits

 

Soggetto e regia

NELLA CONDORELLI

 

Con

ENRICA ROSSO

FIORELLA MIGLIORE

EVELYN FAMA

MATILDE POLITI

CARMELO RAPPISI

I JOCULARES

 

FRANCESCO FOTI

voce di Adolfo Rossi

 

Con l’amichevole partecipazione di

LEO GULLOTTA

 

Con il contributo musicale di

ALFIO ANTICO

 

Fotografia

VINCENZO CONDORELLI AIC

 

Musica

MASSIMO ZAMBONI

 

Montaggio

BRUNO URSO STUDIO NOIS

 

Fonico

GIUSEPPE SCHILLACI

 

Costumi

MARIA CONDORELLI

ISABELLA FICHERA

Trucco

ANTONELLA MUZZETTA

 

Traduzioni

LAURA KLINKON, ROCHESTER, USA

 

Una Produzione

FACTORY FILM srl Produzioni Indipendenti

 

in associazione con

ISTITUTO LUCE CINECITTA'

 

con il riconoscimento

“Film d’interesse culturale”

Direzione Generale del Cinema

MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

 

con il Patrocinio

AMBASCIATA D'ITALIA IN PARAGUAY

 

con il co-finanziamento

Sensi Contemporanei Cinema

Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission

REGIONE SICILIANA

 

con la collaborazione

AAMOD ARCHIVIO STORICO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO

 

con la collaborazione

Archivio di Stato di Palermo Soprintendenza Archivistica della Sicilia

Archivio di Stato di Rovigo

Comune di Castiglione di Sicilia

Comune di Alia

Comune di Lendinara

Murgo Tenuta San Michele srl

Diffusione Tessile srl

Chiara B. srl

 

Con l'adesione

FNSI Federazione Nazionale della Stampa italiana

Special Thans

NYWFT New York Women in Film and Television, NY

 

The Shameful Story | La Storia Vergognosa

© Factory Film 2016

 

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Indiegogo

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CONTACT

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Factory Film

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Ufficio di produzione in Sicilia via T. Scuderi n.13

95019 Zafferana Etnea ( Catania)

tel fax +39.095.8369349

email factoryfilm74@gmail.com  factoryfilm@pec.it

 

Per contattare la regista a produttrjce esecutiva

Nella Condorelli

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nellacondorelli@gmail.com

nellacondorelli@lastoriavergognosa.com

 

Attualmente in montaggio

Uscita prevista Agosto 2018

 

© Factory Film srl 2016

la produzione

FACTORY FILM

produzioni indipendenti

 

 

www.factoryfilm.co

fb Factory Film

 

Fondata nel 2010 dalla giornalista e documentarista Nella Condorelli e dal direttore della Fotografia Vincenzo Condorelli grazie ad una lunga esperienza accumulata nel settore, Factory Film è una società di produzione indipendente basata in Sicilia e attiva nell'area del Mediterraneo.

E socia AGPCI Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti.

Privilegia la produzione di film di finzione e documentari a carattere sociale, storico e d’inchiesta. Promuove attivamente la partecipazione di giovani talenti a workshop, scuole estive, festival, borse progetti, mostre mercato, manifestazioni internazionali di produttori indipendenti.

E' partner di progetti finalizzati alla formazione giovanile d'eccellenza nei reparti dell'industria cinematografica ed audiovisiva, ed ha al suo attivo prestigiose collaborazioni con associazioni di categoria e scuole internazionali di cinema. In questo ambito, Vincenzo Condorelli, diplomato della London Film School e membro del Consiglio Direttivo di AIC – Associazione Italiana Autori Fotografia Cinematografica, ha ideato ed è direttore artistico della manifestazione “Terre di Cinema - International Cinematographers Days”, www.terredicinema.com.

Dal punto di vista della produzione esecutiva, sin dal 2010 Factory Film si è posta quale punto di riferimento principalmente nell'ambito pubblicitario per produzioni estere, in particolare indiane, che scelgono di girare in Italia. E può oggi contare su una fitta rete di partnership professionali e di consolidate relazioni con alcune tra le più importanti società di produzione del settore del subcontinente indiano.

Factory Film si occupa anche dell’organizzazione di convegni, manifestazioni culturali, rassegne letterarie e cinematografiche in ogni fase, dalla preparazione allo svolgimento, alla grafica e all’immagine coordinata, all’ufficio stampa e p.r. curando con attenzione ogni particolare.

Dal 2007 al 2013 ha prodotto women in the city international independent gender magazine, il primo web magazine italiano di informazione internazionale con prospettiva di genere. Ideato e diretto da Nella Condorelli, vicedirettrice Isabelle Fougére, con il sostegno del Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità.

Nel 2012 al magazine è stato attribuito il Premio Calamaio per il giornalismo cross-mediale / Premio Sasso Marconi 2012 Grandi comunicatori del nostro tempo.

 

PRODUZIONI DVD disponibili

 

 

 

 

 

 

1893. L'INCHIESTA, 63'

soggetto e regia Nella Condorelli

interpreti Enrica Rosso,

Francesco Foti

con la partecipazione di Federico Price Bruno e il suo mulo Giovanni

musiche Massimo Zamboni

disegni Nico Bonomolo

fotografia Vincenzo Condorelli AIC

montaggio M.Cristina Sansoni e Giuseppe Pietro Tornatore

cantastorie Paolo Zarcone

produzione Factory Film con la collaborazione Mibact - Mise -Regione Siciliana - Sensi contemporanei - Sicilia Film Commission

Archivio di Stato di Rovigo

Premio Bandiera Verde Agrifilm 2015 Confederazione Italiana Agricoltori

 

 

 

 

 

 

TRIANGLE, 74'

soggetto Nella Condorelli e Costanza Quatriglio

regia Costanza Quatriglio

musiche Theo Teardo

montaggio Letizia Caudullo

fotografia Vincenzo Condorelli AIC

coproduzione Factory Film, DocLab, Istituto Luce Cinecittà, con RAI Cinema

film d'interesse nazionale

Premio Cipputi 2014

Premio Nastri D'Argento 2015

 

 

 

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