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La Storia Vergognosa

Film documentario

Le straordinarie foto di Jacob Riis

 

Jacob A. Riis, 1849-1914, un immigrato a New York di origine danese che aveva sperimentato sulla sua pelle la durezza della povertà, dopo aver girovagato a lungo per lo stato della Pennsilvanya, rientrò a New York nel 1877 dove trovò un impiego come cronista di nera per il quotidiano Tribune e per l'agenzia Associated Press. E' il primo fotografo ad aver ritratto la miseria e il degrado in cui erano costretti a vivere gli immigrati che abitavano il Lower East Side di New York, vittime della più spietata speculazione edilizia e dell'ingordigia di politici corrotti. Con un apparecchio fotografico, un treppiedi e una lampada al magnesio ( fu uno dei primi ad utilizzarla) percorse in lungo ed in largo i Five Points, fotografando luoghi e persone, convinto che la forza delle immagini avrebbe potuto far nascere nel Paese un movimento di protesta.

Nel 1890 pubblicò le foto in un volume "How the Other Half Lives" (Come vive l'altra metà della città), e nel 1892 "The Children of the Poor" (I figli dei poveri), sempre per l'editore Scribner. Ma solo nel 1947, grazie alle stampe realizzate da Alexander Alland per il Museum of the City of New York, gli americani scoprirono l'importanza e la reale bellezza delle sue foto. Beaumont Newhall, nella sua "Storia della fotografia, a proposito del lavoro di Riss scrive : "la luce accecante rivela con impietosa minuzia i sordidi interni, ma illumina con tenerezza i visi delle persone condannati a viverci dentro".

 

da "Storia della Fotografia", di Maurizio Bellincioni,

in FOTOREPORTER Fotogiornalismo e Fotografia www.catpress.com

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The Immigrant

Charlie Chaplin, 1917

Scritto, interpretato e diretto da Charlie Chaplin, The Immigrant fu proiettato per la prima volta nelle sale cinematografiche USA il 17 giugno 1917. In qualche modo autobiografico (Chaplin fu egli stesso un emigrante), il film suscitò subito molte polemiche per la forte denuncia del trattamento riservato agli emigranti di ogni nazionalità che arrivavano a New York con la speranza di un futuro migliore. Nella scena che segue l'inquadratura della Statua della Libertà, alla fine della traversata oceanica, con la didascalia che sullo schermo indica l'arrivo nel paese della libertà, Chaplin mostra la brutalità dei funzionari che imbrigliano uomini e donne, ammassati sul ponte come bestiame.

Nel 1998, una copia della pellicola - positivo in 35 mm - è stata scelta per il National Film Registry della Library of Congress.

The Immigrant, 25', b/n, muto. Scritto e diretto da Charlie Chaplin. Prodotto da Lone Star Corporation. Con Charlie Chaplin, Edna Purviance, Eric Campbell, Albert Austin.

The Streets of New York

1901-1903

VITTORIO DE SETA

The Newsies Strike

Estate 1899

Avevano dai 5 ai 13 anni, molti erano figli di poverissimi immigrati siciliani e del sud d'Italia. Vendevano per strada i giornali comprati a pacchi dagli editori. Erano in pratica i distributori, con turni pesantissimi e pochi centesimi di guadagno. Nell'estate del 1899 scioperarono in 5000, bloccando anche il ponte di Brooklyn. Provocarono il crollo del New York World e del New York Morning Journal degli editori Joseph Pulitzer e William Hearst (a cui è ispirato il film Quarto potere) che gli lanciarono addosso uomini armati e cani.

Le foto Newsies di Lewis Hine, 1874-1940, considerato il più grande fotografo americano di denuncia delle condizioni di lavoro nella prima metà del '900, sono conservate negli US National Archives.

Archivio di Stato di Palermo

1890 - 1920

PARABOLA D'ORO, 10', Sicilia 1955

ARTICOLO 23, 6'20, Aspromonte 2008

Vittorio de Seta (Palermo 1923 – Sellia Marina/Catanzaro, 2011). Regista, sceneggiatore e documentarista, è considerato il più importante autore del cinema etnografico e antropologico italiano. Ambientati prevalentemente in Sicilia, in Calabria e in Sardegna, i suoi documentari descrivono con potente espressività la dura condizione di vita e di lavoro di contadini, zolfatai, pescatori, pastori, inseriti nel paesaggio socio-antropologico e nel contesto psicoanalitico-esistenziale, e ritratti con un'acuta e analitica capacità di osservazione e un senso rigoroso della composizione. Ha innovato lo stile del documentario nell'uso del colore, nell'abolizione quasi totale della voce fuori campo e soprattutto nell'utilizzo del suono in presa diretta, in un'epoca in cui il cinema italiano praticava quasi esclusivamente la postsincronizzazione.

Il suo documentario “Isole di Fuoco”, ambientato nelle Isole Eolie, ha ottenuto il Premio come Miglior documentario al Festival di Cannes del 1955.

“La parabola d'oro”, 10', regia, fotografia e montaggio di Vittorio de Seta. Girato nel 1955 in Sicilia, il documentario descrive il duro lavoro di raccolta del grano dei contadini nelle vaste campagne del centro dell'Isola, ancora eguale a quello di cento anni prima.

“Articolo 23”, 6',20, regia e sceneggiatura di Vittorio de Seta, fotografia di Antonio Scappatura, montaggio di Roberta Cruciali. In un paese deserto dell'Aspromonte, si incrociano i destini di immigrati ed emigranti : un giovane contadino del posto insegna il mestiere a un bracciante senegalese; l'indomani dovrà emigrare al nord in cerca di lavoro. Fa parte del progetto ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL Sguardi del cinema italiano sui diritti umani, 2008.

 

Bibliografia: “Il cinema di Vittorio De Seta” di Alessandro Rais, Catania 1995

 

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