The Stories

La Storia Vergognosa

Cuntu d'amore e di riconoscenza all'Umile Italia

FILM DOCUMENTARIO

Partivano stipati in bastimenti sovraffollati, spesso navi merci che esportavano generi alimentari e prodotti di miniera.
Molti s'imbarcavano con i bigletti di viaggio anticipati dai governi, altri con l'"assistenza" di imprenditori senza scrupoli attirati dalla prospettiva di creare "colonie" italiane all'estero per sfruttare terra e giacimenti. 

Altri ancora s'imbarcavano clandestinamente, nascosti nelle ceste, negli angoli bui dei vapori, in mezzo ai sacchi di sale..., grazie alla  complicità tra le organizzazioni  illegali  dei passaporti falsi e la fiorente rete che dappertutto, nel Regno d'Italia,  lucrava su questo "commercio dei poveri" (definizione del quotidiano La Tribuna di Roma, 1887) : armatori in concorrenza tra loro, agenti e rappresentanti di compagnie di navigazione interessati solo alle provvigioni, autorità marittime compiacenti, direttori di banche attenti alle rimesse, silenzi prefettizi e parlamentari, giù sino a sindaci, notai e segretari comunali, ufficiali postali, avvocati, albergatori, trattori, capistazione, parroci, scrivani, casalinghe e nobildonne, esattori,  usurai...

In Sicilia, pure i "galantuomini" e i  mafiosi specializzati nel commercio dei bambini.   

 

Sui moli d'imbarco, a Genova, a Napoli, a Palermo, li aspettavano ladri  e farabutti di ogni risma. 
Sulll'altra riva, i  boss e il "padron system". 


In mare, spesso la morte. Sul piroscafo Frisia, nel 1889, ci furono 27  morti per asfissia e 300 ammalati gravi per fame e sete;  sul Cachar, nel 1888, 34 morti per asfissia, sul Carlo Raggio, nello stesso anno, 18 morti per fame.
Nel naufragio del Sirio, 1906, non si salvò nessuno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Le statistiche dicono che a partire  per prima,  negli anni Settanta dell'Ottocento, fu la gente del Veneto, seguita nell'ordine da Basilicata, Calabria, Abruzzi e Molise, Campania.


Sicilia, Marche ed Umbria partiranno per ultime, ai primi del '900, ma con numeri impressionanti. Milioni. In Sicilia, soprattutto, da dove si emigra più che da qualinque altro paese europeo, con  massicce ondate che non si arresteranno più per tutto il secolo XX.mo.


I dati di oggi.  Sono decine di migliaia gli italiani che ogni anno continuano ad emigrare all'estero, uomini e donne.
Nel 2018 sono andate via oltre 128.000 persone; 5.200.000 sono gli iscritti al registro dell'anagrafe degli italiani all'estero per lo stesso anno, erano poco più di 3 milioni nel 2006, quasi la metà - il 48% - è emigrato dal sud.   
 

 

       Il film, le donne raccontano

 

 

 

 

 

 

                                

        

 

 

            

 

 

 

 

 

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Altre voci.
Adolfo Rossi, giornalista, redattore viaggiante, emigrante

 

Nel 1890, quando pubblica Un italiano in America e Nel Paese dei Dollari, Adolfo Rossi, veneto, giornalista,  ha poco più di trent'anni. E' già considerato tra i più grandi inviati taliani del tempo. Il suo stile è asciutto, descrittivo;  le sue inchieste basate sui fatti e sulla ricerca delle ragioni. Notevolissimi i suoi ritratti femminili, donne forti, madri di famiglia in prima fila, oltre gli stereotipi e le discriminazioni  che non ha a remore a denunciare pubblicamente. 
Nato in  Polesine, cresciuto a Rovigo, emigrante a vent'anni per sfuggire alla povertà ed alla noia della provincia, Adolfo Rossi  ha fatto  il suo apprendistato di cronista a New York. Il giornale è Il  progresso italo-americano, e Rossi vi descrive quello che gli sta intorno, la vita degli emigranti, il lavoro, i pregiudizi, il suo è lo sguardo di tutti loro di fronte al “nuovo mondo” e alle sue contraddizioni.

Nel 1902, nominato ispettore del Regio Commissariato per l’Emigrazione, va in Brasile, Argentina e Paraguay, e descrive con rigore su Rivista d'Italia, giornale governativo, la condizione degli emigranti italiani. In Brasile, incontra  coloni e proprietari, e denuncia la questione razziale con articoli precisi, graffianti, senza cedimenti alla retorica, un modello di inchiesta ancora oggi. Muore  a Buenois Aires nel 1921. E' una delle principali fonti storiche de La Storia Vergognosa sull'emigrazione del Veneto e del Nord Italia in Sud America.

 

 

 

 











 

  



da " Diari di un ispettore viaggiante del Regio Commissariato all’Emigrazione"

Adolfo Rossi, Ribeirãozihno, Brasile 1902

- Per cominciare a visitare le fazendas sono partito ieri mattina da San Paulo e percorrendo quattrocento chilometri giunsi ier sera  a Ribeirãozihno, comune di diecimila abitanti, dove finisce per ora la strada ferrata.
Stamane a cavallo giunsi alla fazenda di Santa Teresa del signor Giuseppe Mortari, un mantovano arrivato qui venti anni fa con l'emigrazione gratuita e riuscì a riscattare la terra, 250 ettari, che coltiva a caffè. Sono fortune accumulate in anni di duro lavoro, a furia di sacrifici di ogni genere. I suoi coloni sono tutti veneti e mantovani. Mi dissero che quando il padrone è come il signor Mortari si vive meglio qui che in Italia. Ma i fazendeiros brasiliani, aggiunsero, non rispettano i patti. Nel Brasile, essi mi dicevano, non c’è giustizia per il povero.". 
" E non ci è permesso neanche di lamentarci - aggiunsero.  La fazenda del Colonnello O. (ucciso da un colono brasiliano) è andata in mano dei creditori che non vollero riconoscere i crediti dei coloni italiani e chiamarono recentemente cinquanta altre famiglie a sostituirli. Nella Fazenda S. a mezza lega da qui, si usa ancora la frusta. Molte fazendas poi sono veri propri domicili coatti, non si entra e non si esce senza il permesso del padrone. Più disgraziati di tutti sono i capifamiglia che hanno una bella moglie o una bella figlia.”.

 

La Storia Vergognosa, il prequel > 1893. L'inchiesta di Rossi in Sicilia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1893. L'inchiesta, film documentario,72'    www.1893linchiesta.it


Scritto e diretto da Nella Condorelli, disegni animati di Nico Bonomolo, il documentario ricostruisce la stupefacente inchiesta realizzata da Adolfo Rossi in Sicilia nell'autunno del 1893, a dorso di mulo, tra i contadini e gli zolfatari dei Fasci dei Lavoratori in sciopero per i diritti del lavoro.

Sono 11 corrispondenze,  pubblicate "in diretta" dal  quotidiano La Tribuna di Roma, e poi raccolte in un libretto, "L'agitazione in Sicilia. Inchiesta sui Fasci dei Lavoratori", edito da Max Kantorowics a Milano nel 1894, e nello stesso anno a Stoccarda con il titolo " Die Bewegung in Sizilien ".

Archiviati alla Biblioteca Alessandrina dell'Università La Sapienza di Roma, dove la regista li ha ritrovati nella versione originale, le corrispondenze di  Rossi sono l'unica testimonianza diretta esistente di questo movimento popolare, i Fasci sicliani dei Lavoratori, il primo movimento organizzato per il lavoro della storia dell'Italia unita, nato nell'Isola nel 1891 e stroncato sanguinosamente nel 1894 dall'esercito agli ordini di Francesco Crispi, e dai campieri mafiosi che lo supportano nell'ombra. 

Una  lezione di giornalismo d'inchiesta incredibilmente attuale, che al tempo diede vita anche al primo dibattito nazionale sulla libertà di informazione e stampa. Coinvolgendo quotidiani italiani ed europei, come Il Corriere della Sera e il francese Le Petit Journal.

Messa all'indice dal fascismo, l'inchiesta originale di Adolfo Rossi sui Fasci siciliani dei lavoratori scomparve, mentre la vicenda siciliana che racconta si affievoliva via via nei libri di storia, sino ad  oscurarsi del tutto.
Dimenticati in Italia, i Fasci siciliani dei Lavoratori sono considerati dalla storiografia internazionale come il più importante movimento popolare organizzato del'Europa del XIX.mo secolo, secondo solo alla Comune di Parigi. 

 

Racconta la regista Nella Condorelli : Con 1893. L'inchiesta ho voluto rompere il silenzio che censura questa vicenda siciliana di lotte sociali, partendo dall'inchiesta di un grande cronista che non si era piegato al punto di vista governativo e alle versioni ufficiali che consideravano i Fasci "un problema di ordine pubblico".

Quando scende in Sicilia, unico tra tutti i giornalisti del suo tempo, Rossi incontra i fascianti, uomini e donne, capisce che non si tratta nè di briganti nè di cospiratori, ma di contadini e braccianti laceri e affamati che si sono uniti contro la schiavitù del lavoro nel feudo e la sua mafia.Riuscendo a a trascinare negli scioperi zolfatari, carusi, pastori, operai di città e di campagna, studenti, artigiani, preti, più di trecentomila persone, un numero enorme. Con le donne in prima fila. 

Lavorare sulla "parola" di Rossi mi ha dato la possibilità di indagare  a fondo la storia della Sicilia, la mia terra, con un punto di vista di genere, rovesciando molti luoghi comuni, primo in assoluto quello che vuole siciliane e siciliani sempre a testa china.

 

La Storia Vergognosa nasce così. Considero questo film documentario una sorta di conseguenza necessaria de 1893. L'inchiesta: indagando la storia dei Fasci sono arrivata infatti ad un'altra pagina di storia invisibile", la Grande Emigrazione italiana, il Nord e il Sud, l'emigrazione forzata dei contadini nella prima industrializzazione del Paese, "venduti in blocco" come manodopera a basso costo, la partecipazione e impegno sociale nel continente americano, negli Stati uniti primo Novecento, culla delle lotte per i diritti del lavoro.
E' dentro questa Storia che ho rintracciato l'altra ancora più
"invisibile", quella delle donne, fatto gravissimo in tutti sensi se pensiamo per esempio che la narrazione "ufficiale" della Sicilia continua a veicolare l'immagine di una terra maschia "solo di mafia" che ha esportato oltreoceano solo mafia.
Soltanto alla fine della ricerca mi sono accorta che
La Storia Vergognosa è anche il racconto della Storia italiana, a partire dalla Sicilia. E l'emigrazione della classe contadina, da nord e da sud, in cerca di lavoro e libertà nel turbine della prima crisi del capitalismo internazionale, è anche metafora di  tutti i "viaggi della speranza" di ieri e di oggi.


Muovendosi tra vecchie e nuove schiavitù, conclude la regista, La Storia Vergognosa  universalizza il suo messaggio, pone lo spettatore di fronte alle carrette che solcano di nuovo  i mari, di fronte agli uomini, alle donne, ai bambini di altro colore che approdano alle nostre rive, e chiede alle coscienze smarrite nell'era delle disuguaglianze globali di indagare le ragioni dei fatti. Senza confini. La Storia non appartiene solo a un popolo ma è patrimonio universale.".

Relazione di Teodorico Rosati, Ispettore sanitario di bordo, 1901.
“Accovacciati sulla coperta, presso le scale, con i piatti tra le gambe, e il pezzo di pane tra i piedi, i nostri emigranti mangiavano il loro pasto come i poveretti alle porte dei conventi. 
E’ un avvilimento dal lato morale e un pericolo da quello igienico, perché ognuno può immaginarsi che cosa sia una coperta di piroscafo sballottato dal mare sul quale si rovesciano tutte le immondizie volontarie ed involontarie di quella popolazione viaggiante
.",

< Palermo, 1900  ^ New York, Tenement District Palerme early 1900s Stock Alamy Photos

Il Diario di Norina, 1887

L'emigrazione dal Veneto verso il Brasile e il Sud America, con un focus su Argentina e Paraguay. E' la prima emigrazione di massa dell'Italia unita, il primo esodo della Grande Emigrazione, inizia nel 1876, appena dieci anni dopo il plebiscito che sancisce l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. L'anno in cui nasce la nostra Norina, figlia di falegname, filandiera, poi maestra, testimone e partecipe delle prime Leghe contadine, emigrante un lunedi 4 di aprile su un mercantile a vapore...


U' Cuntu di Maddalena, 1907

L'emigrazione dalla Sicilia verso gli Stati uniti e il Canada, con un focus su New Orleans, New Yor, Ybor City Tampa, passando da Ellis Island al Colorado e la Grande Frontiera attraverso sette stati americani. E' la seconda emigrazione di massa, dopo quella veneta, con un primo picco nel 1907, l'anno in cui emigra dai feudi coltivati a grano del centro Isola la nostra Maddalena, contadina, il 2 di novembre su una "carretta del mare"...


Felicia Marchetta sposata Pendino, 1911

...Carissimi mamà e papà, non può sapere quanto fui contenta di ritrovare tutti i miei fratelli e non può sapere che tavolata ci fu a casa di Anna. E Lilia dice che non scrive perchè è troppo occupata al lavoro dei sicari. E non può sapere quanto furono contente Anna e Giglia. E vonno 'u ritrattu....


Provvidenza Rumore, 1914

E' lo sguardo incrociato del film documentario, che cosa accadeva in Sicilia, quando i vapori malandati carichi di migliaia di emigranti, uomini e donne, salpavano verso un mondo sconosciuto, in cerca di lavoro e libertà? La testimonianza di Provvidenza, bracciante, al processo per l'assassinio di ;Lorenzo Panepinto, ricavata dalle corrispondenze originali  dei quotidiani L'Ora di Palermo e Il Corriere di Catania.



Buenos Aires, 1900. Operaie italiane alla lavanderia comunale


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